Le società gestite da donne sono più solide e meno a rischio di fallimento di quelle gestite da uomini. L’ultima ricerca l’ha fatta SimplyBusiness, un sito comparativo specializzato britannico. In Europa meno di un quarto delle imprenditrici (23%) ha dovuto dichiarare fallimento, mentre il 34% degli imprenditori ha visto naufragare il proprio business. Secondo il sondaggio dietro le percentuali c’è una diversa propensione ad affrontare rischi: mentre il 50% degli imprenditori infatti si dichiara fiducioso e pronto a correre dei rischi solo il 29% delle imprenditrici è altrettanto pronta ad affrontare pericoli o a giocare d’azzardo.
Un altro studio, quello di Iperion Corporate Finance, ha evidenziato che nonostante la crisi le piccole e medie imprese continuano a investire in responsabilità sociale e che il 10% dei progetti di conciliazione lavoro e famiglia sono rivolti alle donne impegnate in azienda che sempre più spesso hanno un capo donna.
Un altro dato importante: durante la recente recessione, solo l’8% delle imprese gestite da donne ha licenziato personale, contro l’11% di quelle gestite da uomini.
Dall’esegesi del testo allo studio approfondito di una generosa scollatura e la vespa non punge la vincitrice ma l’amor proprio di un’altra finalista. Un indovinello? Noooo… E’ la cronaca di come sono andate le cose all’ultimo Campiello.
Bruno Vespa, mal gliene incolse, aveva fatto un apprezzamento a Silvia Avallone, vincitrice della sezione Opera Prima del premio letterario. Lei ha 26 anni, è alta e avvenente ed indossava un abito bianco lungo, con una profonda scollatura.
Michela Murgia, scrittrice nella cinquina dei finalisti, il giorno dopo ha, però, accusato il giornalista Rai di cattivo gusto.
Secondo noi, all’elegante mise mancava solo una collana delle nostre collezioni e il risultato sarebbe stato perfetto. Sulla polemica in corso, preferiamo il vostro punto di vista.
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Appena lanciata, l’iniziativa “Tu, una donna, tante donne” ha già riscosso grande interesse e curiosità.
Abbiamo così deciso di pubblicare gli scatti del backstage per mostrare ciò che normalmente resta nascosto.
Sono immagini di momenti di creatività, di prove e di lavoro ma anche momenti più rilassanti in cui si trova l’occasione di ridere e scherzare.
E’ questo lo spirito con cui noi amiamo lavorare, lo stesso spirito “sincero” dal quale traggono ispirazione anche tutte le collezioni Boccadamo Jewels.

Una nuora su due sogna una suocera brava a non intervenire nelle discussioni di coppia. Il 23% sarebbe persino capace di affezionarsi a lei, se la mamma di lui abitasse ad almeno 10mila (!) chilometri di distanza.
I numeri del sondaggio fatto dal sito internet matrimonio.it. parlano chiaro: il 37% delle nuore lamenta l’eccessiva invadenza delle suocere, anche se il 31% le apprezza per il supporto che offrono alla famiglia e nella gestione dei figli.
Solo con l’aumentare dell’età le cose vanno meglio. Il 35,5% delle donne tra i 35 e i 45 anni accetta più di buon grado la presenza e l’aiuto della suocera, rispetto alle ragazze più giovani, tra i 26 e i 34 anni.
Comunque, dalla ricerca è emerso un dato che fa dell’Italia un posto unico al mondo: la suocera invadente è per lo più la madre del maschio e non della femmina.
Siamo il paese dei mammoni. Voi cosa ne pensate?