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… il Catalogo é questo

4 giugno 2010 Redazione 2 commenti

copertina_catUn catalogo, per essere un bel catalogo, non deve ridursi a un elenco di prodotti con relativi codici e prezzi e, in aggiunta, scarne informazioni sulle modalità di acquisto. Il catalogo Boccadamo, per esempio, è il giusto compresso tra la necessità di offrire informazioni commerciali e il piacere di mostrare in immagini eloquenti la bellezza dei gioielli.
Un’esigenza, insomma, comune alla maggior parte delle aziende ma anche il piacere di offrire dettagli sul prodotto partendo dal prodotto stesso, ripreso in grandi foto che danno la sensazione di poterlo quasi toccare.
Bisogna considerate che solitamente il cliente che sfoglia il catalogo è potenzialmente orientato all’acquisto, non per questo bisogna rinunciare a fare un bel prodotto editoriale più vicino al magazine che al semplice elenco delle offerte.
Boccadamo ha scelto di non rimarcare cosa contraddistingue il suo prodotto dagli altri simili presenti sul mercato, ma di puntare a immagini quanto più fedeli all’originale. Per non distrarre dal piacere di sfogliare e apprezzare i gioielli sono stati indicati solo i codici, mentre i prezzi sono riportati su un allegato a parte. Non perché il costo sia un dettaglio, ma perché chi sceglie lo deve fare prima seguendo le emozioni, poi il ragionamento.
Spesso il catalogo di carta è uguale o somiglia molto al sito.copertina_cat_end Lungi da Boccadamo l’idea di piegarsi a questa bizzarra abitudine. Si tratta di due cose completamente diverse, per finalità e per quella che si potrebbe chiamare la ”predisposizione alla lettura”. Se consulto il sito avrò uno scopo (curiosità di conoscere il brand, per esempio), se imbraccio il catalogo ne avrò un altro (studiare il prodotto più da vicino). Le pagine di un catalogo, inoltre, si sfogliano in modo sequenziale, le pagine di un sito web sono ad accesso casuale.
Il sito Boccadamo, tra l’altro, è piuttosto un portale che ospita l’anima delle attività Boccadamo, dentro al quale si possono trovare e scaricare i cataloghi della maison, oltre ad imbattersi in tante altre fonti di informazione quali il magazine, la rassegna stampa, le campagne pubblicitarie, le foto delle due bellissime testimonial Edelfa Chiara Masciotta e Michela Coppa, e il Blog che state leggendo.
Parafrasando scherzosamente il Don Giovanni di Mozart: “Madamina, il catalogo è questo…”. Anche se il servo Leporello si riferiva a ben altre tipologie di gioielli presenti nell’elenco del suo padrone rubacuori.

8 marzo festa consapevole

8 marzo 2010 Redazione 1 commento

Mimose_1E’ giusto che un evento triste diventi ricorrenza, ma solo l’energia delle donne può trasformare la  data in cui si ricorda quel dato episodio in una Festa. Guai a chi vorrebbe cancellarla la Festa, quella dell’8 marzo, senza sentirle le donne e poi perché cancellarla? Fatevi i fatti vostri, specie gli uomini, dato che vale sempre la pena in una società maschilista e di fronte a tante violenze verso le donne in ogni parte del mondo tenere acceso un faro sulla condizione femminile e sulla voglia di cambiare lo stato delle cose.
L’origine della Festa dell’8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare le donne. Per dispetto la proprietà dell’azienda fece sbarrare le porte e, allo scoppiare di un incendio, non si fece in tempo a liberare le eroiche lavoratrici.
Da allora, la giornata viene ricordate con dibattiti, momenti di riflessione e anche di goliardia. Molte approfittano per farsi coccolare dai propri uomini e per farsi regalare qualcosa di tangibile. Noi consigliamo di lasciare sotto il  naso dell’innamorato il catalogo Boccadamo. Di spunti ce n’è per più di un 8 marzo.
Poi ci sono le mimose, ma attenzione. Secondo l’Adoc i prezzi aumenteranno quest’anno, in media, del 3% per il singolo mazzetto e del 3,6% per una composizione più elaborata. Rincari causati anche dal calo della produzione. Si spenderà da un minimo di 10 euro per un ramo a un massimo di 30 per una elaborazione artistica.
Magari se ne possono prendere di meno. Il pensiero, si dice… ma che nel dare non si dimentichi il sacrificio che è alla base della Festa come la conosciamo oggi e che il rispetto verso le donne duri tutto l’anno. Niente fiori, ma almeno il bene.