Da indumento tipico delle donne polinesiane a capo di moda e di successo in tutto il mondo. Secondo le cronache la sua conoscenza si deve al film Uragano del 1937, in cui l’attrice Dorothy Lamour interpretava una indigena, e la sua diffusione dagli anni Cinquanta ancora ai film. Quelli di Esther Williams o Elvis Presley, di ambientazione esotica.
Il mito del pareo non tramonta mai e anche quest’anno se ne vedono tanti in spiaggia. Il velo leggero, meglio se di seta, è il modo migliore per ripararsi dal sole con un tocco di stile. Oltre a coprire il costume, nasconde anche fianchi abbondanti e glutei non proprio marmorei.
Come la maggior parte delle nostre amiche sa, il modo più tradizionale di portare il pareo è quello di annodarlo attorno alla vita come se fosse una gonna. Per le più fantasiose ci sono infinite varianti. Se si vuole camuffare i fianchi meglio un pareo lungo e annodato sulla nuca. Eventualmente si può anche annodarlo sopra una sola spalla, oppure indossarlo come un sari indiano per coprire la pancia, lasciando le gambe scoperte.
Ovviamente il bello del pareo è che ognuno lo mette secondo il suo stile.
Decisamente da abolire quello maschile. Fusti e fustini stanno meglio in pantaloncini o bermuda.
Come al solito i più organizzati sono gli americani, che aspettano le Summer Listsdei principali organi di informazione. In particolare, quella del New Yorker che, da dieci anni a questa parte, pubblica The Future of American Fiction, bibbia dei titoli e degli scrittori che lasceranno un segno. Se, dunque, amate l’editoria a stelle e strisce ecco i consigli del prestigioso settimanale sugli autori da mettere nella borsa da mare la prossima estate.
Si può passare dal realismo lirico di Philipp Meyer e Salvatore Scibona, alla commedia satirica di Joshua Ferris, dai racconti di genere di Jonathan Safran Foer e Nicole Krauss ai temi sociali trattati da Dinaw Mengestu.
Un altro elenco prestigioso e seguito, soprattutto dagli uomini d’affari, è quella di JP Morgan. La Summer Reading List, così si chiama, sta ottenendo un successo tale, come riporta il Wall Street Journal, che probabilmente ne verrà proposta una versione anche invernale.
Cosa portano, dunque, sotto il dorato ombrellone i businessmen? Roba pesante come “On the Brink: Inside the Race to Stop the Collapse of the Global Financial System” di Henry M. Paulson Jr. Ma anche cose alla portata di tutti come “Mark Twain: Man in White: The Grand Adventure of His Final Years” di Michael Shelden.
Torniamo in Italia dove è tutta un’altra musica, anzi lettura.
”Italiani sotto l’ombrellone: vizi e virtù” di Emanuela Zerbinatti, lo consigliamo per la sua godibilità. Gli Italiani si sa sono pigri ma intellettuali, minimalisti e un po’ ipocondriaci, meno fanatici della moda del previsto ma non vanno mai in spiaggia senza la borsa frigo.
Infatti, per i pantofolai più “agguerriti” ,c’è anche la possibilità di portarsi la soap preferita in vacanza. La seguitissima fiction “Un posto al sole“ è diventata libro. L’autore è Marco Mele e c’è la prefazione di Pippo Baudo. Frutto della sinergia tra Grundy Italia e Rai Trade, insieme alla casa editrice Testepiene. Nel cofanetto c’è anche l’imperdibile dvd della prima puntata.
Ma l’estate non è estate senza il giallo. Se vi piacciono i thriller è appena uscito in libreria ”Il Coniglio bianco” di Nino Treusch, edito da De Agostini. Pagina dopo pagina la tensione sale e i personaggi prendono forma in un crescendo di suspance.
Al mistero preferite i racconti e le storie d’avventura? Viviano Domenici ha ricucito frammenti di episodi in cui i protagonisti sono naufraghi un po’ speciali, al centro di vicende che l’autore ha raccolto in “Altri naufraghi” (De Agostini). Per piangere sane e liberatorie lacrime procuratevi “Falling & Laughing” (De Agostini) cronaca della rinascita di Edwyn Collins, dopo due ictus. Una storia di interventi chirurgici e terapie di recupero raccontati dalla moglie, Grace Maxwell.
Per chi ama la musica c’è il coinvolgente romanzo di Maria Finn, “Amore Tango” (De Agostini). Maria dopo la scoperta del tradimento del marito troverà nella magia del tango la strada per risalire la china e ritrovare la felicità perduta.
Buona lettura!
L’estate non è poi così lontana (a dispetto del brutto tempo dei giorni scorsi) e in fatto di costumi il dilemma ogni anno è sempre lo stesso: intero o due pezzi?
Il bikini non ha bisogno di presentazioni. Classico dei classici può stupire con minime varianti che vanno dal triangolo alla fascia, piuttosto che alla chiusura con foggia di fiocco o di anello. Da sempre piace alle donne, forse più che agli uomini.
Entusiasma perché permette di prendere agevolmente il sole e, soprattutto, non lascia quella sgradevole sensazione di bagnato sulla pancia. Soddisfa meno quante con la pancia scoperta non si sentono a proprio agio. L’intero protegge, sì, ma fa sentire alcune anziane, suore e giù di lì.
Alcuni anni fa arrivò il trikini a togliere scherzosamente dall’imbarazzo le indecise. Ma le cronache narrano di uno scarso successo. E, allora, che fare la prossima, tanto attesa, estate 2010?
Forse la risposta non è nella scelta “tra”, ma nel “come”. Intero, a pezzi o, per chi osa, mini e topless purché sia bello. La casistica dei costumi da bagno brutti è lunga.
Si mormora che il detto “tutti al mare” l’abbia coniato uno stilista spaventato e disgustato dalle mis balneari sfoggiate delle signore in spiaggia. Sarà vero? Poco importa, perché la moda la lanciamo noi.
Questa estate mai andare al mare senza indossare un gioiello Boccadamo. Risaltano sull’abbronzatura, la esaltano, vi rendono irresistibili e molto, ma molto chic.
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Correre per amore o per calcolo? Forse per tutt’e due. Perché occorre veramente poco per darsi a questa disciplina: scarpette da jogging (un buon modello costa 65 euro circa e dura un’eternità), la vecchia tuta in inverno, pantaloncini e magliette scolorite che non si usano più in estate.
L’amore, poi, sta in tutto il resto. Aria aperta (la primavera è alle porte), possibilità di fare nuove amicizie, la ritrovata forma fisica.
A proposito, i vantaggi della corsa per la salute non si contano. Si potenzia l’efficienza circolatoria grazie all’immissione sotto sforzo di sostanze vasodilatatrici che agiscono sui muscoli e sulle arterie, favorendo l’abbassamento della pressione arteriosa. Facendo jogging si aumenta anche la capacità vitale dei polmoni e il massimo volume respiratorio, migliorando l’ossigenazione dei tessuti e aiutando a ridurre il livello di colesterolo nel sangue. In più si ha voglia di cibo più sano.
La corsa si può praticare ovunque. Ottima quella sul bagnasciuga, appena il tempo lo permetterà. Fare jogging scalzi su una spiaggia pulita dove non si rischia di incappare in cocci di bottiglia o altre schifezze è la cosa migliore.
La sabbia bagnata dall’onda accompagna il piede con un massaggio naturale, in più il tendine di Achille non subisce stress quando appoggia a terra.
L’ultima frontiera? Il power strider, cioè l’uso di moderni trampoli che ricordano le protesi di Oscar Pistorius. Questi sfruttano il peso del corpo e le potenti molle, comprimendosi immagazzinano energia cinetica che al rilascio imprimono una forte spinta in avanti o verso l’alto. Divertente, ma attenzione. Non è roba da principianti.
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