
Mya - Girocollo della linea “Tilde” (TD/GR03 € 45) in acciaio 316/L e cristalli Swarovski black
La moda ad ogni stagione è una sfida. Tendenze, colori, materiali, sensazioni. Una corsa contro il tempo, per mettere tutti d’accordo e arrivare puntuali e competitivi ad ogni appuntamento. E’ la sfida Boccadamo. Una tensione creativa ed organizzativa che ha generato nuovi ‘concept’ per Mya, la quale per la nuova stagione, decide di affiancare all’argento anche creazioni in acciaio. Il nuovo materiale, scelto soprattutto per durare nel tempo, riguarderà ben 21 collezioni, le quali si aggiungeranno ad altre 4 in argento. Una scelta coraggiosa e innovativa per un target sempre più consapevole ed esigente. Seguendo questi dettami, le creazioni Mya si confermano estremamente giovani, sprint, resistenti, adatte a chi è sempre di corsa ma non rinuncia ad un look glamour e sempre curato nei minimi dettagli. Del resto, sono proprio loro, i dettagli, al centro dello studio dei designer della maison. Pietre, cristalli Swarovski, argento, acciaio. Materiali a disposizione di molti competitors ma che in pochi sanno rendere materia viva. Boccadamo ha fatto della sua conoscenza e della sua esperienza un’arte. Ha saputo dare un’anima ad ogni creazione, renderla unica, desiderabile! Le novità Mya, scaricabili on-line dal sito www.boccadamo.com, nascono pensando ad ogni donna e a tutte le occasioni in cui questa potrà mostrare i preziosi Boccadamo.
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Un vento misterioso che si alza all’improvviso, fruscii e tessuti che si animano, prendono spessore e vita e avvolgono il volto di una misteriosa modella. La rivoluzione Boccadamo parte da qui, dalla nuova campagna pubblicitaria di prima linea della maison. Luci soft, atmosfere senza tempo, sognanti, con un pizzico di raffinata sensualità. Sguardi lascivi, desiderio che palpita per i gioielli della nuova collezione 2012. Non importa quale volto ci sia dietro quel velo, tutta la sensualità esplode grazie ad décolleté nudo e al gioiello che cattura lo sguardo. E’ stata proprio questa la scelta di comunicazione della maison che ha dato prova di grande maturità e intraprendenza. Attenzione ai dettagli, alle tendenze, alle innovazioni tecnologiche e alla comunicazione. La Boccadamo è diventata Grande, non solo per i numeri del suo fatturato, per gli investimenti pubblicitari e per la rete vendita, ma anche per le sue coraggiose ed intraprendenti scelte. La volontà di crederci e di essere. Una scelta all’avanguardia che dà alla comunicazione del prodotto l’importanza che merita, fatta su misura per le sue creazioni, per il suo stile. Quando il velo lascia spazio al volto però la bellezza non si incrina anzi, si amplifica grazie a Maria Beljanina, statuaria modella estone dai profondi occhi blu. Un messaggio che si ripete e si rafforza: il mondo non si stancherà mai della vera bellezza.
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Donne belle come Barbie, icone di perfezione, formule matematiche di misure corporee, trionfo del bisturi e discendenti di Venere… in arrivo per voi tempi duri! Eh si, perché la moda sta imboccando strade leggermente alternative, alla ricerca di quel qualcosa di diverso che può rendere una modella o un’attrice unica e originale, capace di lasciare il segno proprio grazie ad un piccolo difetto. Basti pensare che per le strade di Tokyo impazza l’effetto yaeba, un tocco d’imperfezione adolescenziale ottenuto grazie a una faccetta posticcia sui canini che ne accentua il profilo, mentre negli Stati Uniti sembra piacere molto la fessura tra i due incisivi anteriori, imperfezione impensabile per una modella degli anni ‘90, e che al contrario oggi porta sulle copertine patinate Georgia Jagger figlia del più famoso Mick e Lara Stone, senza dimenticare Vanessa Paradis, musa di Chanel e moglie di Johnny Depp. Ma anche il naso torna ad essere motivo di interesse, dall’antesignana Barbra Streisand tante attualmente le donne di spettacolo famose nonostante un naso non proprio alla francese come Jennifer Aniston, Sarah Jessica Parker, Clare Danes. Anche le nostre pubblicità ne risentono e a guardare bene qualche nota marca di shampoo sta già cavalcando l’onda. A sostegno dei difetti si era già schierata nel 1987 il premio Nobel Rita Levi Montalcini con il libro “Elogio dell’imperfezione” in cui scrive: “Ritengo che l’imperfezione sia più consona alla natura umana che non la perfezione”. Perle di vera saggezza.
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L’edizione 2012 dei Golden Globe hanno eletto quest’anno Re indiscusso George Clooney premiato come miglior attore e Regina la inossidabile Meryl Streep grazie alla sua interpretazione di “The Iron Lady”, la storia di Margaret Thatcher. Ma accanto ai numerosi premi ufficiali ogni anno si svolge una competizione che non consegna statuine, bensì le copertine dei giornali e riempie le pagine del web. Stiamo parlando delle star meglio vestite e degli abiti da non indossare mai sul Red Carpet. Iniziamo da questi: grande delusione per la regina del pop alias Madonna che ha sfoggiato un abito veramente brutto firmato Reem Acra, con un corpetto che le strizzava eccessivamente il decoltè. Bocciatissima Lea Michele in Marchesa, un abbozzo di sirena cyborg. Scelta sbagliata per Missi Pyle stile cartoccio di Ferrero Rocher. Non convince neanche la regina della serata Meryl Streep che ultimamente sembra non riuscire ad azzeccare più un look. A metà tra un prendisole e un abito talare. Così così la bellissima Emma Stone, attrice rivelazione interprete di “The Help” con un abito di Lanvin, un mix tra vestale greca e principessa Leila con le spalline spaziali e il cinturone preso in prestito da Rocky Balboa. Bello ma non proprio adatto alle sue curve il Jenny Packham nero e cipria indossato da Kate Winslet che le sottolinea troppo fianchi e girovita. No comment per Michelle WIlliams in Jason Wu, di solito sempre chic, questa volta ha osato troppo. Meravigliose invece Salma Hayek in Gucci, Tilda Swinton in Haider Ackermann, con un taglio di capelli originalissimo, Charlize Theron con un abito rosa polvere Dior Couture, Viola Davis con un abito monospalla in chiffon bordeaux firmato Emilio Pucci, Heidi Klum in Calvin Klein, del resto con quel fisico da urlo basta poco per sembrare perfetta.
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